Mese: Maggio 2021

“Laboratorio Pizza” a Giarre e Belpasso

Ancora iniziative culturali ed enogastronomiche nei nostri centri di accoglienza. Gli operatori di Belpasso e Giarre hanno insegnato alle famiglie ospiti del posto come impastare la pizza italiana attraverso i segreti della cucina siciliana. Una giornata di assoluta spensieratezza con le “mani in pasta” che viene utilizzata per socializzare e condividere un pasto al fine di conoscere meglio i nostri ospiti. La stessa iniziativa è stata realizzata nei mesi scorso al SAI di Giarre dove tutti gli operatori e i ragazzi del centro hanno attivato un vero e proprio “laboratorio di pizza”, con le farine del territorio, cucinando nei forni della nostra cucina per ben trenta persone. Una serata che si è conclusa con canti e balli come in una tipica pizzeria italiana.

Cosa c’è di più bello di condividere il cibo da noi realizzato con le persone che amiamo?

             

 

Orto didattico anche a Caltagirone, “orto in vaso” a Fiumefreddo

Continuano le iniziative con il pollice verde all’interno dei vari SAI della cooperativa. Se Caltagirone ha seguito la scia dell’orto didattico di Calatabiano, realizzato appena qualche settimana fa, piantando un piccolo orto nel giardino antistante la struttura, Fiumefreddo ha invece optato per “l’orto in vaso” utilizzando il terrazzo nel centro storico del paese. Sono stati piantati ortaggi di facile consumo  come patate, menta, pomodori, salvia, prezzemolo, basilico, aloe, peperoncino e melanzane che, i nostri beneficiari, utilizzano quotidianamente per condire i vari cibi. In completa autonomia, i nostri ragazzi si stanno occupando  della cura dell’orto iniziando anche a sperimentare vari miscugli di semi di tipiche piantagioni siciliane e del Nord Africa. Nella struttura di Fiumefreddo sono stati acquistati vasi e terra per le piantagioni in vaso che cureranno le quattro famiglie ospitate nel centro.

 

 

 

GRADUATORIE SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

Di seguito pubblichiamo le graduatorie relative al bando del Servizio Civile Universale da attuare presso la cooperativa Iride pubblicato il 28 Dicembre 2020. Di seguito le graduatorie definitive. I progetti dovrebbero essere avviati nelle varie sedi in data 24 Giugno 2021:

GRADUATORIA PROGETTO ANDIAMO A SCUOLA

GRADUATORIA I COLORI DEL MONDO

GRADUATORIA MONDO BIMBI

 TUTTI  UGUALI E TUTTI DIVERSI

GRADUATORIA ARTE E TERRITORIO

GRADUATORIA ANIMANZIANI

Dall’Africa in Sicilia, modelli per un giorno i ragazzi di IRIDE

Uno shooting fotografico è stato realizzato nella suggestiva cornice della Torre di Manfria di Gela, in provincia di Caltanissetta, su iniziativa del negozio di abbigliamento gelese Brancacci Store con le ragazze del SAI di Vittoria ed i ragazzi del SAI di Bronte della cooperativa IRIDE. A supportare l’iniziativa solidale lo stilista Alessandro Enriquez, designer che collabora con Brancacci Store per il progetto Made in Sicily 100%.Un tramonto e un panorama spettacolare hanno fatto da sfondo agli scatti fotografici realizzati dal fotografo professionista Davide Latisole secondo le indicazioni del noto stilista che ha realizzato l’iniziativa.Finalmente, anche in Sicilia si punta a un mix culturale afro-siculo che gli scatti hanno saputo rendere al meglio attraverso pose e abiti pomeriggio e ridosso della stagione estiva. Un modo per fare una conoscenza tra etnie e realizzare un momento di condivisione e socializzazione all’insegna della bellezza. I nostri ragazzi, che hanno posato a fianco di modelli professionisti delle passerelle internazionali, sono stati premiati con alcuni gadget dallo store “Brancacci” del commerciante gelese Nunzio Di Caro. Una delle nostre ragazze non è nuova all’esperienza nell’ambito della moda: ha già posato a Milano per lo spot di promozione della Drop Mask, vendutissima durante la pandemia. Questi i nomi dei modelli IRIDE ospiti dei centri di Vittoria e Bronte: Titani Zainab, Kehinde Mercy, Okososdo Grace, Nijdda Bello.

Rassegna stampa: https://www.mffashion.com/amp/news/livestage/alessandro-enriquez-supporta-l-iniziativa-solidale-di-iride-202105191111245128

Metodo Montessori all’asilo di Licodia

Spazio Gioco all’asilo di Licodia Eubea la scorsa settimana dove le maestre hanno coinvolto gli alunni nell’attività didattica dedicata alla cucina “Apparecchiamo”. Un piatto, un tovagliolo, alcune posate, un bicchiere ed una tovaglietta in tipico stile didattico educativo montessoriano: sono stati questi gli elementi che hanno accompagnato l’attività di apparecchiamento e sparecchiamento affidato ai piccoli. Un’attività completa dal punto di vista educativo che ha lo scopo di educare all’attenzione e alla precisione dei movimenti con oggetti concreti di utilizzo quotidiano attraverso il gioco, come proposto dal metodo Montessori. Come dichiarano e maestre che hanno promosso “Apparecchiamo” “l’attività educa i bambini a svolgere giocando, semplici gesti utili nella vita reale. Inoltre, stimola molto anche il ragionamento logico, grazie al quale gli alunni individuano e collocano correttamente gli oggetti sui disegni della tovaglietta messa sul banco, stimolando di conseguenza anche l’attività motoria”.

Servizi socio-assistenziali e territorio. Uno sguardo oltre la pandemia

Gli investimenti insufficienti nel welfare territoriale acuiscono il divario tra Nord e Sud Italia. Ma i dati dicono che con provvedimenti adeguati si può invertire la rotta.
06 maggio 2021

La crisi sanitaria in corso ha fatto emergere con chiarezza le conseguenze dei mancati investimenti sui territori, anni di risparmi e contrazioni del welfare di cui oggi noi tutti sentiamo la mancanza e la necessità.

Leggendo i dati raccolti prima del 2020 (gli ultimi disponibili) e pubblicati dall’Istat emerge un quadro non proprio semplice da interpretare. In linea generale tra i servizi comunali maggiormente diffusi troviamo l’assistenza domiciliare socio-assistenziale che è presente su tutto il territorio nazionale e che si rivolge soprattutto agli anziani (83,9% nel 2018), ai disabili (67,8% nel 2018) e alle famiglie (47,7% nel 2018). Sempre molto diffuso tra i Comuni è il voucher, assegno di cura, buono socio-sanitario (55,9% nel 2018).

Certamente questi dati confortano. La domiciliarizzazione delle cure è, infatti, sicuramente la chiave per decongestionare gli ospedali, risparmiare ed evitare soluzioni di welfare inappropriate. Tuttavia, quando si va a vedere quante persone effettivamente usufruiscono dei servizi, la situazione cambia decisamente: soltanto l’1% degli anziani che avrebbero bisogno del servizio effettivamente lo ottengono. La situazione non cambia per le altre categorie succitate, come ad esempio i disabili che superano di poco il 7% (Cfr. figura 1).

Figura 1. Utenti sulla popolazione di riferimento del servizio, 2018 (%)Fonte: Istat (2021)

Quello che emerge dai dati è chiaro: i Comuni si sono attrezzati per offrire i servizi, ma questi in ultima analisi risultano ancora poco utilizzati dai cittadini che ne avrebbero diritto, probabilmente perché sotto finanziati.

A preoccupare, anche a fronte dell’emergenza sanitaria ancora in atto, sono gli squilibri interni alla penisola, che vede il Centro e il Sud Italia in netto svantaggio, tanto nell’offerta di servizi comunali quanto nella capacità di presa in carico dei Comuni. In generale, emerge una situazione piuttosto preoccupante: in nessuna parte del nostro Paese i Comuni sembrano in grado di affrontare i problemi sociali cui sono chiamati.

Il deficit di offerta territoriale è emerso in tutta la sua drammaticità durante quest’ultimo anno pandemico. È evidente che occorre rifinanziare il welfare locale e definire una volta per tutte i Livelli Essenziali delle Prestazioni, facendo in modo che essi non vengano condizionati nella loro capacità (ma sarebbe opportuno parlare di incapacità) di spesa da finanziamenti insufficienti. Ciò soprattutto al Sud Italia, dove gran parte degli investimenti per i servizi sociali è a carico degli Enti Locali, che registrano contestualmente una spesa pro-capite ben al di sotto della media nazionale; al contrario del Nord Italia dove i servizi sembrano meglio finanziati, anche se i cittadini sono chiamati ad una maggiore compartecipazione rispetto al Meridione. L’offerta dei Comuni del Sud è costantemente sotto la media nazionale su tutti i servizi, tranne che per l’assistenza domiciliare socio-assistenziale e integrata per i disabili e anziani, dove però è in linea con la media nazionale (Cfr. figura 2)

Figura 2. Comuni che offrono il servizio sul totale Comuni, 2018 (%)Fonte: Istat (2021)

La situazione non cambia purtroppo neanche quando si leggono i dati riguardanti i servizi per l’infanzia: nel 2018/2019 sono ben 13.335 i servizi per la prima infanzia pubblici e privati, pari al 25% circa dei potenziali utenti. Dunque ben 7 bambini su 10 non hanno a disposizione un posto in asilo. Questa proporzione diventa ancor più scoraggiante nel Mezzogiorno d’Italia: il 13,3% contro il 25,5% della media nazionale. Eppure un dato positivo c’è: tra il 2017 e il 2018 è stato registrato un aumento di 5,6 punti percentuali rispetto allo 0,3% della media nazionale. I miglioramenti vanno nella direzione indotta dalle misure statali attuate a sostegno dello sviluppo del sistema socio-educativo per la prima infanzia e del riequilibrio delle differenze geografiche.

I nidi e i servizi integrativi per la prima infanzia rientrano tra i settori prioritari di intervento dei Piani d’Azione per la Coesione (PAC), introdotti già nel 2012 dal Ministero per lo Sviluppo e la Coesione, d’intesa con la Commissione europea, come strumento per potenziare l’offerta dei servizi di cura e ridurre il divario rispetto al resto del Paese nelle quattro regioni comprese nell’obiettivo europeo “Convergenza”: Puglia, Campania, Sicilia, Calabria. Inoltre, con il Decreto legislativo n. 65 del 2017 e il conseguente Piano di Azione Nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni sono state stanziate risorse finanziarie aggiuntive, sia per sostenere interventi infrastrutturali, sia per contribuire alle spese di gestione e per la formazione continua del personale dei servizi educativi. Le risorse vengono ripartite annualmente tra le Regioni ed erogate ai Comuni sulla base di criteri di perequazione, che comportano l’assegnazione di maggiori risorse a sette regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Pur ancora insufficienti, i miglioramenti ottenuti in questi anni al Sud mostrano che con i provvedimenti giusti si ottengono buoni risultati e che in futuro potremo raggiungere i livelli europei che mediamente si attestano al 35% di bambini sotto i 3 anni che frequentano una struttura educativa. Occorre continuare a sostenere il Paese nello sforzo di diventare sempre più una Nazione europea anche e soprattutto dopo la crisi sanitaria, ciò in particolar modo al Sud, senza trascurare il resto della penisola.

Anche sul lato dei servizi sociali sono molti i margini di miglioramento. Innanzitutto come detto in precedenza urge individuare i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Ma questo sarebbe un esercizio inutile se poi sul territorio continuiamo ad offrire servizi frammentati. L’esperienza che stiamo vivendo in questi mesi mostra che non sarebbe peregrino pensare anche ad una organizzazione della domanda, magari attraverso uno Sportello Unico delle Famiglie. L’organizzazione della domanda permetterebbe una migliore e più raffinata programmazione dei servizi, con indubbi vantaggi sull’efficacia e l’efficienza degli stessi.

 

Visita al castello Santapau di Licodia Eubea

Licodia Eubea – Visita al castello di Santapau per i ragazzi del centro di Licodia accompagnati dai nostri operatori. Fondato in epoca medievale, dell’edificio non rimangono che alcuni ruderi a causa del terremoto del 1693. Questi ultimi dominano dall’alto il centro urbano del comune e sono facilmente raggiungibili a piedi seguendo un sentiero dal quale è possibile ammirare panorami stupendi. Il castello sorge infatti su un colle e domina l’abitato e l’intero territorio. Una splendida giornata di primavera ha permesso a tutti di assaporare le bellezze del territorio ripercorrendo le fortificazioni del passato.

Orto didattico a Calatabiano

Calatabiano – Orto didattico per i ragazzi della struttura di Calatabiano che, insieme agli operatori, hanno raccolto i “frutti” del loro impegno sul territorio. Dedizione e costanza nella coltivazione hanno permesso di svolgere un’attività didattica manuale più volte sperimentata nei centri di accoglienza con risultati visibili a breve termine. Piante di finocchietto, cavolo, menta, salvia, nespole, insalata e tanto altro sono stati piantati e coltivati durante le attività permettendo così ai partecipanti di cimentarsi nel percorso formativo attivato, in linea anche con le esigenze del territorio della costa ionica. Un percorso dinamico incentrato sull’educazione ambientale e alimentare che inaugura questa primavera all’insegna di nuovi sapori per i nostri beneficiari.

IRIDE è una cooperativa sociale che si propone l’obiettivo di “perseguire l’interesse generale della collettività alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” attraverso la gestione ed erogazione di servizi.

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