Bronte tra i progetti più virtuosi d’Italia nel ventennale dell’accoglienza

Successo di pubblico per il convegno #togetherwithrefugees organizzato da IRIDE con l’amministrazione comunale di Bronte per celebrare il ventennale dell’accoglienza in provincia di Catania. Ad inaugurare i lavori il Sindaco di Bronte, il senatore Giuseppe Firrarello per il quale l’accoglienza è “motivo di vanto per tutta la provincia catanese che ospita gli ultimi che scappano da gravi crisi economiche e sociali ai laureati plurilingue che chiedono all’Italia asilo politico a causa di emergenze umanitarie come il caso dell’Ucraina e dell’Afghanistan”. Una rete virtuosa quella del catanese dove la “microaccoglienza” è riuscita a raggiungere traguardi importanti. Quello di Bronte risulta essere infatti uno dei progetti capofila tra i più importanti d’Italia. Come ha dichiarato l’Avv. Fracesca Longhitano, responsabile  dei progetti SAI del versante Etna Nord e Sud “il sistema italiano ha avuto l’intuizione di coniugare Ministero, enti locali e terzo settore dimostrando  la necessità di un percorso di accoglienza “protetta” misurato e calibrato, con percorsi personalizzati all’interno di piccole realtà locali”.

Per il Presidente di Iride Rocco Sciacca si è trattato di un giorno di festa dedicato ai ragazzi e al racconto di best practice messe in atto dagli operatori che quotidianamente si confrontano con i beneficiari nel, non sempre facile percorso di accoglienza, e storie di permanenza riuscite: “un’accoglienza che cresce fisiologicamente e non passa di moda e dove non esiste alcuna differenza tra nazionalità accolte”. Alcuni esempi?

C’è la kebaberia aperta a Belpasso da una coppia di ex beneficiari, oggi piccoli commercianti del nostro territorio; ci sono due sorelle tunisine accolte dal nostro SAI, insieme ad altri fratelli dello stesso nucleo, che ringraziano per la velocità con cui hanno appreso la lingua italiana e che adorano la cultura siciliana, c’è una donna afgana, cantante, che oggi frequenta il conservatorio di Matera, scappata dalla violenza dei talebani che impedisce alle donne ogni forma di libertà ed espressione artistica. C’è anche un avvocato che, a causa del sopravvento del regime talebano, in meno di due ore, è scappato dai criminali che era riuscito a fare arrestare attraverso battaglie legali che hanno messo a repentaglio – inutilmente – la sua vita e quella della sua famiglia.

 

 

Durante il convegno è stato presentato inoltre dall’Avv.Pia Grassia lo “stato dell’arte” dei progetti SAI che vedono capofila il comune di Bronte insieme ai comuni di Santa Maria di Licodia, Licodia Eubea, Adrano, Belpasso, Giarre, Fiumefreddo, Mascali, Calatabiano. A questi si aggiungerà a breve anche Maletto, “new entry” del versante Etna Nord dove i progetti di accoglienza sono in fase di avvio. “Storie difficili anche da immaginare – ha dichiarato – che tuttavia rinnovano l’impegno della comunità ospitante ad offrire un aiuto il più possibile concreto”. L’evento è stato moderato dal giornalista Gaetano Guidotto, addetto stampa del Comune di Bronte che ringraziamo per la disponibilità.

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