Categoria: Rassegna Stampa

Migranti, appello del Papa ” In Libia veri lager, la comunità internazionale mantenga le promesse”

Parole toccanti quelle del Pontefice, lo scorso 24 Ottobre, in occasione dell’Angelus domenicale. “Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia”, ha detto Jorge Mario Bergoglio, non vi dimentico mai. Sento le vostre grida e prego per voi. Tanti di questi uomini donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana. Ancora una volta chiedo alla comunità internazionale di mantenere le promesse di cercare soluzioni comuni, concrete e durevoli per la gestione di flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo. E quanto soffrono coloro che sono rimandati! Ci sono dei veri lager lì…” ha ricordato Papa Francesco. “Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile”. E’ l’appello del Papa all’Angelus. “Garantire loro condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di immigrazione e a accesso alle procedure di asilo. Sentiamoci tutti responsabili di questi fratelli e sorelle che da troppi anni vittime di questa gravissima situazione e preghiamo per loro in silenzio”. “Se fede è viva la preghiera non è su bisogni del momento” Quando la fede è viva, la preghiera è accorata: non mendica spiccioli, non si riduce ai bisogni del momento. A Gesù, che può tutto, va chiesto tutto”. Così Papa Francesco prima della recita dell’Angelus. “Non dimenticatevi di questo – ha aggiunto a braccio -. Egli non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, forse per timidezza, pigrizia o incredulità. Tanti di noi quando preghiamo non crediamo”. Il Pontefice commentando il Vangelo della Liturgia odierna che narra di Bartimeo, il cieco mendicante al quale Gesù ridona la vista, sottolinea la forza con la quale l’uomo lo supplica. “Chiediamoci: ‘Come va la mia preghiera?’. E’ coraggiosa, ha l’insistenza buona di quella di Bartimeo, sa ‘afferrare’ il Signore che passa, oppure si accontenta di fargli un salutino formale ogni tanto, quando mi ricordo? Queste preghiere tiepide che non aiutano niente. E poi: la mia preghiera è ‘sostanziosa’, mette a nudo il cuore davanti al Signore? Gli porto la storia e i volti della mia vita? Oppure è anemica, superficiale, fatta di rituali senza affetto e senza cuore?”.

– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Papa-Francesco-Comunita-internazionale-mantenga-le-promesse-316f410c-2b19-4ccd-b303-a7b643f03cff.html

Al via il Progetto sull’internazionalizzazione del Fico d’India DOP di San Cono con 11 beneficiari

San Cono – L’agenzia per il lavoro Openjobmetis, unica quotata in Borsa, tende la mano al terzo settore siciliano e torna in campo per fare la propria parte nella promozione dell’inclusione sociale e lavorativa dei richiedenti asilo politico a fianco di IRIDE. In particolare modo si sta cercando di inserire nel mondo del lavoro alcuni dei migranti accolti nella rete SAI (Sistema di Accoglienza ed Integrazione) del Comune di Vizzini, presso la sede di San Cono (CT) dove ha preso via il progetto di formazione di 11 beneficiari per la piantumazione, produzione e commercializzazione dei prodotti a base di Fico d’India DOP, con una produzione potenziale annua che si attesta attorno ai 30.000 quintali.

L’obiettivo del progetto, supera i confini di San Cono. I corsisti vantano ora una competenza professionale specializzata che potrà tornare loro utile in altre realtà agricole siciliane e italiane. Sono proprio le preziose Politiche Attive di inserimento lavorativo dedicate ai migranti a costituire uno dei principi cardine del sistema di accoglienza. Lo scopo è quello di accompagnare l’uscita dei beneficiari dal sistema di accoglienza e di prevenire fenomeni di sfruttamento.

Il link che segue è tratto dalla testata giornalistica Prima Stampa, l’articolo è a cura della collega Mariasara Corallo:

https://www.primastampa.eu/san-cono-integrazione-e-lavoro-da-parte-di-openjobmetis/

Nuovi progetti per IRIDE, “Green Zone” a Santa Maria di Licodia

La Giunta comunale di Santa Maria di Licodia ha approvato nella giornata di venerdì scorso la delibera di presa d’atto della fattibilità tecnica dei progetti presentati in seno al bando del “Bilancio Partecipativo 2021”. Sono state in tutto 5 le proposte presentate da Associazioni sportive dilettantistiche, cooperative e enti di volontariato licodiesi distribuiti sui diversi settori di intervento previsti dal regolamento comunale. Tre su 5 sono risultati i progetti finanziati attraverso l’esame delle proposta pervenute in Comune da parte di un’apposita commissione. Tra questi, quello della nostra cooperativa IRIDE dal titolo “Progetto Green Zone” che prevede l’acquisto di strumentazione da giardinaggio e il coinvolgimento dei rifugiati del SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione) nella realizzazione sul territorio comunale di azioni mirate al recupero del verde pubblico.

Di seguito l’articolo di Yvii24 – Rassega Stampa

La rassegna stampa della Settimana del Rifugiato promossa da IRIDE

 

 

 

 

In Foto il Presidente di IRIDE Rocco Sciacca durante l’inaugurazione del murales di Vizzini in collaborazione con il progetto Shubh -21 Giugno 2021 Festa del Rifugiato

Di seguito riportiamo la rassegna stampa di carta stampata e testate giornalistiche on line generata dai nostri eventi e ringraziamo tutti i  colleghi giornalisti che hanno dato risalto ai nostri eventi.

Giornale di Sicilia – Bronte capofila dell’accoglienza nel catanese 

Eco degli Iblei – Vittoria, Iride illumina i monumenti contro il pregiudizio

yvii24.it-Santa Maria di Licodia La torre arabo-normanna si illumina per la giornata del rifugiato

Corriere Etneo – Belpasso celebra la giornata mondiale del rifugiato, fiori sulle tombe di diue migranti

Bronte 118 – Bronte capofila dell’accoglienza

Nuovo Sud – Vizzini, i progetti delle cooperative per la Giornata del Rifugiato

Quotidiano di Sicilia – Catania, anche in Sicilia monumenti illuminati

 

La Sicilia – Catania Provincia – lunedì 21 Giugno

La Sicilia – Catania Provincia – GIARRE mercoledì 23 Giugno

Servizi socio assistenziali e territorio. Uno sguardo oltre la pandemia

Gli investimenti insufficienti nel welfare territoriale acuiscono il divario tra Nord e Sud Italia. Ma i dati dicono che con provvedimenti adeguati si può invertire la rotta.
06 maggio 2021

La crisi sanitaria in corso ha fatto emergere con chiarezza le conseguenze dei mancati investimenti sui territori, anni di risparmi e contrazioni del welfare di cui oggi noi tutti sentiamo la mancanza e la necessità.

Leggendo i dati raccolti prima del 2020 (gli ultimi disponibili) e pubblicati dall’Istat emerge un quadro non proprio semplice da interpretare. In linea generale tra i servizi comunali maggiormente diffusi troviamo l’assistenza domiciliare socio-assistenziale che è presente su tutto il territorio nazionale e che si rivolge soprattutto agli anziani (83,9% nel 2018), ai disabili (67,8% nel 2018) e alle famiglie (47,7% nel 2018). Sempre molto diffuso tra i Comuni è il voucher, assegno di cura, buono socio-sanitario (55,9% nel 2018).

Certamente questi dati confortano. La domiciliarizzazione delle cure è, infatti, sicuramente la chiave per decongestionare gli ospedali, risparmiare ed evitare soluzioni di welfare inappropriate. Tuttavia, quando si va a vedere quante persone effettivamente usufruiscono dei servizi, la situazione cambia decisamente: soltanto l’1% degli anziani che avrebbero bisogno del servizio effettivamente lo ottengono. La situazione non cambia per le altre categorie succitate, come ad esempio i disabili che superano di poco il 7% (Cfr. figura 1).

Figura 1. Utenti sulla popolazione di riferimento del servizio, 2018 (%)Fonte: Istat (2021)

Quello che emerge dai dati è chiaro: i Comuni si sono attrezzati per offrire i servizi, ma questi in ultima analisi risultano ancora poco utilizzati dai cittadini che ne avrebbero diritto, probabilmente perché sotto finanziati.

A preoccupare, anche a fronte dell’emergenza sanitaria ancora in atto, sono gli squilibri interni alla penisola, che vede il Centro e il Sud Italia in netto svantaggio, tanto nell’offerta di servizi comunali quanto nella capacità di presa in carico dei Comuni. In generale, emerge una situazione piuttosto preoccupante: in nessuna parte del nostro Paese i Comuni sembrano in grado di affrontare i problemi sociali cui sono chiamati.

Il deficit di offerta territoriale è emerso in tutta la sua drammaticità durante quest’ultimo anno pandemico. È evidente che occorre rifinanziare il welfare locale e definire una volta per tutte i Livelli Essenziali delle Prestazioni, facendo in modo che essi non vengano condizionati nella loro capacità (ma sarebbe opportuno parlare di incapacità) di spesa da finanziamenti insufficienti. Ciò soprattutto al Sud Italia, dove gran parte degli investimenti per i servizi sociali è a carico degli Enti Locali, che registrano contestualmente una spesa pro-capite ben al di sotto della media nazionale; al contrario del Nord Italia dove i servizi sembrano meglio finanziati, anche se i cittadini sono chiamati ad una maggiore compartecipazione rispetto al Meridione. L’offerta dei Comuni del Sud è costantemente sotto la media nazionale su tutti i servizi, tranne che per l’assistenza domiciliare socio-assistenziale e integrata per i disabili e anziani, dove però è in linea con la media nazionale (Cfr. figura 2)

Figura 2. Comuni che offrono il servizio sul totale Comuni, 2018 (%)Fonte: Istat (2021)

La situazione non cambia purtroppo neanche quando si leggono i dati riguardanti i servizi per l’infanzia: nel 2018/2019 sono ben 13.335 i servizi per la prima infanzia pubblici e privati, pari al 25% circa dei potenziali utenti. Dunque ben 7 bambini su 10 non hanno a disposizione un posto in asilo. Questa proporzione diventa ancor più scoraggiante nel Mezzogiorno d’Italia: il 13,3% contro il 25,5% della media nazionale. Eppure un dato positivo c’è: tra il 2017 e il 2018 è stato registrato un aumento di 5,6 punti percentuali rispetto allo 0,3% della media nazionale. I miglioramenti vanno nella direzione indotta dalle misure statali attuate a sostegno dello sviluppo del sistema socio-educativo per la prima infanzia e del riequilibrio delle differenze geografiche.

I nidi e i servizi integrativi per la prima infanzia rientrano tra i settori prioritari di intervento dei Piani d’Azione per la Coesione (PAC), introdotti già nel 2012 dal Ministero per lo Sviluppo e la Coesione, d’intesa con la Commissione europea, come strumento per potenziare l’offerta dei servizi di cura e ridurre il divario rispetto al resto del Paese nelle quattro regioni comprese nell’obiettivo europeo “Convergenza”: Puglia, Campania, Sicilia, Calabria. Inoltre, con il Decreto legislativo n. 65 del 2017 e il conseguente Piano di Azione Nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni sono state stanziate risorse finanziarie aggiuntive, sia per sostenere interventi infrastrutturali, sia per contribuire alle spese di gestione e per la formazione continua del personale dei servizi educativi. Le risorse vengono ripartite annualmente tra le Regioni ed erogate ai Comuni sulla base di criteri di perequazione, che comportano l’assegnazione di maggiori risorse a sette regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Pur ancora insufficienti, i miglioramenti ottenuti in questi anni al Sud mostrano che con i provvedimenti giusti si ottengono buoni risultati e che in futuro potremo raggiungere i livelli europei che mediamente si attestano al 35% di bambini sotto i 3 anni che frequentano una struttura educativa. Occorre continuare a sostenere il Paese nello sforzo di diventare sempre più una Nazione europea anche e soprattutto dopo la crisi sanitaria, ciò in particolar modo al Sud, senza trascurare il resto della penisola.

Anche sul lato dei servizi sociali sono molti i margini di miglioramento. Innanzitutto come detto in precedenza urge individuare i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Ma questo sarebbe un esercizio inutile se poi sul territorio continuiamo ad offrire servizi frammentati. L’esperienza che stiamo vivendo in questi mesi mostra che non sarebbe peregrino pensare anche ad una organizzazione della domanda, magari attraverso uno Sportello Unico delle Famiglie. L’organizzazione della domanda permetterebbe una migliore e più raffinata programmazione dei servizi, con indubbi vantaggi sull’efficacia e l’efficienza degli stessi.

 

Il Liceo “Secusio”di Caltagirone aderisce alla Giornata contro la discriminazione razziale

Caltagirone – Il Liceo linguistico “Secusio” di Caltagirone ha aderito alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale realizzata in sinergia con il progetto SIPROIMI per Minori Stranieri non accompagnati e con l’Amministrazione Comunale del comune salatino. “Diversamente Unici” è stato un dialogo virtuale a causa della pandemia, avvenuto tramite piattaforma multimediale che ha permesso di instaurare un incontro profondo tra migranti e studenti: alle classi che hanno partecipato all’incontro è stato donato il libro “Bambine ribelli – 100 storie di donne migranti che hanno cambiato il mondo”.

Leggi l’articolo pubblicato dagli studenti cliccando il link

“Diversamente unici” a Caltagirone

 

IRIDE è una cooperativa sociale che si propone l’obiettivo di “perseguire l’interesse generale della collettività alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” attraverso la gestione ed erogazione di servizi.

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