Sistema sanitario: ripensare l’assistenza a misura di anziani

assistenza agli anziani

La pandemia ha portato alla luce il pregiudizio che ritiene le persone della terza età “sacrificabili” nell’emergenza.
Tuttavia, in questa situazione si sono evidenziate in maniera drammatica le carenze strutturali dell’assistenza alle persone anziane nel nostro Paese, in particolar modo per quanto riguarda le cure a lungo termine.

La pandemia ha fatto anche emergere un problema culturale di pregiudizio nei confronti delle persone anziane. Le cronache di questi mesi sono piene di episodi che evidenziano come molto spesso gli anziani siano stati considerati “sacrificabili” nella gestione dell’emergenza, sia per quanto riguarda l’accesso alle cure di tipo intensivo sia in relazione alla riduzione dei servizi sanitari.

Il terreno in cui affonda le sue radici questo pregiudizio è quello di un progressivo svilimento del valore della persona anziana, che si rispecchia in stereotipi in cui l’invecchiamento è visto come una difficoltà piuttosto che la
consapevolezza che una vita lunga è una benedizione anche quando si accompagna a malattia e dipendenza dagli altri.

Dei due problemi delineati sopra – carenze strutturali e pregiudizio culturale -, le prime sono in teoria le più facili da sanare, soprattutto in considerazione dell’ingente quantità di denaro che sarà disponibile per la sanità nel prossimo futuro. La lista degli interventi è lunga ma sembrano prioritari una ridefinizione del sistema dell’assistenza residenziale, un potenziamento dei servizi specifici per gli anziani (in primo luogo le cure domiciliari che sono fondamentali per i tantissimi anziani con problemi di mobilità e che dipendono da altre persone per recarsi presso le strutture sanitarie), un maggior utilizzo delle nuove tecnologie per garantire assistenza anche in situazioni in cui è necessario ridurre le interazioni personali. Tutti questi interventi sono necessari per permettere alle persone anziane di affrontare la loro situazione con serenità e dignità ma non saranno sufficienti se non saranno accompagnati da un cambiamento di mentalità nella nostra società che ci riporti la consapevolezza del valore della vecchiaia come ricchezza.

La pandemia in atto ci mostra una volta di più che non possiamo affrontare la sfida che ci pone l’invecchiamento della popolazione se non riconosciamo il valore profondo che le persone anziane rappresentano, anche quando afflitte da malattie e disabilità.

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